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Ai tempi in cui il borgo di Santa Croce del Bleggio portava ancora il nome di Spiazzo, era buona abitudine, per i contadini della zona, santificare il tempo delle Rogazioni con una processione senza parroco, che arrivava poco dopo l'alba in località Varda, sul monte San Martino.

Un anno un gruppo di giovani giuse prima degli altri in vetta al monte e grande fu la loro sorpresa, quando videro al centro del prato un enorme croce circondata da centinaia e centinaia di lumini accesi, che sfidavano senza mai consumarsi e senza spegnersi il vento fresco del mattino. Gridarono subito al miracolo e quando anche gli altri li raggiunsero, tutti si inginocchiarono al cospetto del sacro legno intonando inni sacri.

Corsero poi in paese, dal parroco, e gli raccontarono del prodigio.
- Nessuno di noi ha mai piantato una croce sul Monte di San Martino! E, poi, quei lumini sempre accesi e che non si consumano mai...non può essere che un miracolo!
- Piano, piano con le parole - esclamò il parroco arrabbiandosi un po'.
- Tanto per cominciare, a me non sono mai piaciute quelle processioni senza Santissimo, va bè, è la tradizione e lasciamo stare. Non venite però a parlare di miracoli e di candele che non si consumano: queste sono solo superstizioni!

Tuttavia passarono un paio di giorni, quando una vecchina si recò dal prete e...
- Sapete cosa m'è successo! Avevo chiesto alla Santa Croce la grazia di guarire da questo tremore che mi perseguita da anni ed ecco, guardate anche voi:le mie mani sono tornate come quando ero giovane!
E dopo la vecchietta, venne un pastore che, grazie alle suppliche rivolte alla Croce, aveva ritrovato un agnello disperso...e una madre col figlioletto in braccio, guarito all'istante da una misteriosa malattia...

A quel punto anche il parroco si convinse che bisognava dare un'occhiata a quella Croce. Salì sul Monte San Martino e quando fu al cospetto di tutti quei lumini che ardevano imperterriti, malgrado le folate di vento impetuoso, capì di trovarsi danvanti a un evento miracoloso. Diede allora l'ordine di togilere la Croce da lì e di trasportarla in chiesa, a Spiazzo. Qui, nel corso di una messa solenne, venne issata sopra un altare appositamente preparato ed esposta alla devozione popolare.

Il giorno dopo, però, la Croce non era più in chiesa! Lo sbigottimento serpeggio tra i paesani: qualcuno l'aveva rubata? Ma chi poteva aver commesso un simile sacrilegio?
- No no - urlò arrivando di corsa un pastorello. - Vengo da San Martino... e la Croce... la Santa Croce è di nuovo lassù!

Quelli di Spiazzo corsero in vetta al dosso, si ripresero la Croce e la riportarono in Chiesa, al suo posto. Ma il giorno seguente...l'altare era ancora una volta vuoto! Tornarono sul monte, sradicarono la Croce, la riaccompagnarono a Spiazzo e questa volta circondarono l'altare con una robusta inferriata. Fu a quel punto che la Croce ebbe compassione e perdonò quegli uomini semplici e testardi: da quel giorno accettò la "prigionia" e rimase a dispensar grazie e miracoli nella chiesa del paese che venne chiamato Santa Croce del Bleggio.

 

Testo messo a disposizione da Mauro Neri

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